Esegesi e Filosofia

I massimi risultati della speculazione sviluppata dalla Scuola Dantesca Lunigianese fondata dal CLSD sono qui di seguito riassunti.

1 – DANTISTICA

ALLEGORIE DEI PERSONAGGI E STRUTTURA DEL VIAGGIO

– Il CLSD ha individuato il “Veltro allegorico” nella stessa Divina Commedia in quanto messaggera di un nuovo sistema di pensiero sapienziale in cui Cristianesimo, Neoplatonismo e Aristotelismo vengono risolti in un nuovo sincretismo universale. D’altra parte, nessun essere umano potrebbe mai farsi rappresentativo delle enormi valenze che questa figura di liberatore assoluto deve necessariamente incorporare in sé. Il Poema Sacro, messaggero di una poetica formidabile posta al servizio di un preciso progetto etico-morale di Pace Universale, da cui derivano direttamente il concetto umanistico di Buon Governo e quello rinascimentale di Città Ideale, avrebbe portato di «villa in villa» – quasi casa per casa – ed anche nei luoghi più umili («di feltro in feltro»), un’occasione nuova di generale elevazione. Perciò Dante volle che tale messaggio fosse realizzato in lingua volgare, affinché potesse essere compreso dall’intera umanità: «anche dalle femminette», come dice espressamente nell’Epistola a Can Grande).

[M. Manuguerra, Nova Lectura Dantis, La Spezia, Luna Editore, 1996, pp. 58-61; cfr. scheda bibliografica di M. Cursietti su «L’Alighieri», 10 (1997), p 118].

La tesi è stata indirettamente accreditata da E. Malato [Un’eco virgiliana nel Proemio della Commedia. Chiosa a Inf. I 106, in «Rivista di Studi Danteschi», 2 (2004), pp. 257-85; Saggio di un nuovo commento a Dante: il Canto I dell’Inferno, in «Rivista di Studi Danteschi», I (2007), pp. 3-72, alle pp. 48-53]. Ulteriori argomenti a favore della tesi sono rappresentati dagli elementi di teoria del linguaggio sviluppati da in modo del tutto indipendente da Giuseppe Ledda [La guerra della lingua. Ineffabilità, retorica e narrativa nella ‘Commedia’ di Dante, Ravenna, Longo, 2002] e da Alessandro Raffi [La gloria del volgare – Ontologia e semiotica in Dante dal ‘Convivio’ al ‘De vulgari eloquentia’, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2004].

– Le tre Cantiche del Poema sono espressioni di altrettanti Valori Universali neoplatonici e ciascuna Cantica è associata ad una delle tre Sante Donne:

Inferno-Giustizia-S. Lucia: “Lucia, nimica di ciascun crudele” (Inf II 100).

Purgatorio-Amore-Beatrice: “vegno dal loco ove tornar dìsio,/ Amor mi mosse, che mi fa parlare” (Inf II 71-2).

Paradiso-Poesia-SS. Vergine: “Donna, se’ tanto grande e tanto vali/che qual vuol grazia/e a te non ricorre/sua disianza vuol volar sanz’ali“, Par XXII 13-5.

– La dicotomia |Virgilio/Ragione – Caronte/Pazzia|, la conseguente origine del “Folle volo” di Ulisse nel sempiterno “Folle consiglio” di Caronte e la dimostrazione dell’esistenza di una Poetica del Volo che attraversa l’intero Poema passando attraverso l’Angelo Nocchiero, fino alla Vergine Maria.

[M. Manuguerra, L’ultimo inganno di Ulisse: una poetica neoplatonica quale primo livello esoterico della Divina Commedia, su «Atrium», X/3 (2008), pp. 71-104].

– Esiste un’Etica del Pellegrinaggio da cui origina la contrapposizione assoluta |Dante – Ulisse|.

[M. Manuguerra, Il tema del ‘Pellegrino’ nella Divina Commedia, su  «Il Lunigianese», gennaio 1999, p. 6]

 

DATAZIONE DEL VIAGGIO E LA FISICA DI DANTE:

– La datazione del Viaggio della Commedia al giorno 4 di aprile del 1300, affinché il giorno di Pasqua (10 aprile 1300) svalga a sancire  con la visio Dei, al termine del Poema, la suprema coincidenza tra trionfo dell’Uomo e trionfo di Dio

[M. Manuguerra, Una soluzione teologico-astronomica coerente per l’enigma della datazione del Viaggio nella Commedia, su «L’Alighieri», 21 (2003), pp. 109-14. cfr. scheda bibliografica L. Tarallo, «Rivista di Studi Danteschi», V/2 (2005), II, pp. 425-26. In precedenza: Id, La fisica di Dante e l’enigma astronomico della datazione del Viaggio nella Divina Commedia, in Atti del XVII Congresso Nazionale di Storia della Fisica e dell’Astronomia, C.N.R. – Commissione di Studio per la Storia della Fisica e dell’Astronomia, Como, Centro Volta – Villa Olmo, 23-24 maggio 1997, Università degli Studi di Milano, 1998, pp. 331-40]

Per approfondimenti: M. Manuguerra, Via Dantis: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=693017

DANTE E LA MODERNITA’:

– La nascita effettiva della Modernità con la Divina Commedia è dimostrata dalla identità del Neoplatonismo dantesco con quello maturo rinascimentale del Raffaello della Stanza delle Segnature (cfr. G. Reale, Raffaello: la Scuola di Atene, 1997 e Raffaello: la Disputa, 1998). Il tutto passa attarverso il tema del Buon Governo degli affreschi di Ambrogio Lorenzetti (“Effetti del Buon e Cattivo Governo in Città e in Campagna”, Siena, Palazzo del Popolo) e il tema urbinate della “Città Ideale” della scuola di Piero della Francesca. nella Disputa di raffaello di riconosce sullo sfondo il cantiere della Città Ideale e la figura angelicata in primo piano è riconoscibile come l’Uomo Nuovo, presente anche nella “Scuola di Atene”.

[M. Manuguerra, Dante, Raffaello e la modernità, su «Atrium – Studi Metafisici e Umanistici», XIV/3 (2012), pp. 57-92]

DANTE E LA LUNIGIANA

– La scoperta del termine ‘ad quem’ dela venuta di Dante in Lunigiana ad opera di Livio Galanti (1965) deve essere accolta come uno dei risultati più grandi in ordine al secolare commento del Canto VIII del Purgatorio.

– La concezione dantesca della Filosofia di Pace Universale (Pax Dantis) nasce in Lunigiana sull’esperienza della Pace di Castelnuovo (1306). Infatti l’enigma secolare dei due angeli e del serpente in Pur VIII è interpretabile come allegoria introduttiva del tema dei due Soli di Pur XVI (il Papa e l’Imperatore).

– – La migliore denominazione della cosiddetta “Valletta dei Principi” è Nobile Valletta: Corrado e Nino Visconti non sono “Principi”, ma grandi feudatari. Immediato e naturale si fa così il collegamento con il “Nobile Castello” di Inf  IV, ove si riconosce l’elemento comune della Speranza nel verde salvifico del <<prato di fresca verdura>>: per gli abitanti del Limbo esiste un futuro, in quanto “sospesi” non per tipologia di pena, ma nel Giudizio. Le sette cerchia di mura valgono a proteggere quel dominio dagli uffici infernali in attesa di salire, <quando che sia, a le beate genti>>.

[M. Manuguerra, Il Canto VIII del Purgatorio (o l’inno di Dante alla Pace Universale), in Id, Lunigiana Dantesca, La Spezia, Edizioni  CLSD, 2006, pp. 71-97; L’esoterismo allegorico del Canto VIII del Purgatorio e il modello dantesco della Pace Universale, su “Atrium – Studi Metafisici e Umanistici”, XI/1 (2009), pp. 57-92]

– Le radici della Pax Dantis sono riconducibili alla poetica trobadorica, in particolare alla canzone La Treva (la Tregua) di Guilhem de la Tor. Selvaggia e Beatrice, le figlie dell’Antico, si contendono la palma di reginetta di virtù: quale sarebbe stata la “Donna”, cioè la Corte nascente, più virtuosa: la Marca dello “Spino Secco”, ghibellina, o l’altra, guelfa, dello “Spino Fiorito”? Venti fanciulle, nell’idealizzazione della canzone, provenienti da altrettante corti dell’Italia del Nord, accorrono a Oramala per porre fine alla tenzone: è il chiaro segno che i trobadour intervengono direttamente nella vexata quaestio tutta europea dell’acceso confronto tra guelfi e ghibellini cercando di portare ai Signori la giusta dose di Sapienza. Selvaggia e Beatrice, che erano sorelle, erano i soggetti migliori per idealizzare una pace che si voleva “naturale”. E’ così che la tregua sancita tra le due giovani Donne dall’arte del cantore trobadorico, novello Virgilio, si faceva profezia inconsapevole di una rinnovata Lieta Novella: la Pax Dantis. E in Pur VIII Dante non farà altro che sostituire le figure delle due fanciulle con i due splendidi «astor celestiali», tanto luminosi in volto da prefigurare i «due Soli» fatali del successivo Pur XVI. Sempre loro, naturalmente: il Papa e l’Imperatore.

[M. Manuguerra, La Sapienza dei Malaspina, su “Il Porticciolo”, VII/1 (2014), pp. 63-70; La Sapienza dei Malaspina, su “Quaderni Obertenghi”, 4 (2014), pp. 50-59; La Sapienza ermetica dei Malaspina, su “Atrium”, XVI/4 (2014), pp. 76-88; La Sapienza ermetica dei Malaspina: ulteriori considerazioni, su «Studi Lunigianesi», voll. XLIV-XLV, 2016, pp. 57-69]

– E’ necessario l’uso della maiuscola su <<l’Antico>>, al v. 119 di Pur VIII.

[Manuguerra, M. La questione di Corrado “l’Antico”: una maiuscola di non trascurabile importanza, su «Il Porticciolo», II/1 (2009), pp. 35-7.

– L’Epistola di frate Ilaro è documento autentico copiato dal Boccaccio per le sole parti che interessavano la memoria dantesca. L’unico elemento serio rimasto in mano agli avversatori era la dedica a Federigo III d’Aragona, ma da una attenta analisi di tutti i luoghi in cui nell’opera di Dante si fa il nome del sovrano l’unico che ha il peso dell’invettiva sono quelli relativi al Paradiso (XIX 130-131 e XX 61-63), quando cioè il poeta, per nulla impegnato dall’Epistola, poiché al tempo di quel documento i Canti della terza cantica non erano stati ancora licenziati) ebbe validi motivi per cambiare idea.

[M. Manuguerra, L’Epistola di frate Ilaro, Quaderni del CLSD, I, Ilmiolibro.it, 2013]

 

2 – FILOSOFIA

PACE UNIVERSALE: Unica via possibile per la Pace Universale è la Maledizione del Corporativismo, cioè di ogni forma di settarismo e di ideologismo: qualsiasi sistema di pensiero che non soddisfi al principio aureo di Fratellanza Universale è da considerarsi “fuori legge”. Un chiaro riferimento alla Fratellanza Universale deve essere dunque inserito nelle Costituzioni italiana ed europea.

CONDANNA DEL RELATIVISMO: Se in Fisica le misure sono relative, qualcuno dovrebbe insegnare ai fisici, e ai falsi filosofi, che le leggi della Natura invece sono per tutti sempre le stesse, qui, come ai confini dell’universo e, per quel che ne sappiamo, erano le medesime ieri, sono le stesse oggi, e così saranno domani e sempre. Il Relativismo è una grande mistificazione: sono le Leggi, non le misure, a stabilire la matrice della Realtà. Ci aveva già provato Zenone, di etnia non certo greca, ma senza particolari esiti, tanto che a fondamento del Rinascimento sta gigantesca la Scuola di Atene di Raffaello Sanzio, dove ai Sofisti, nella scena in alto a sinistra dell’affresco, viene impedito l’ingresso al Tempio della Sapienza.

LA CITTA’ IDEALE: Alla luce della critica del relativismo appena esposta, la domanda che si pone al Filosofo è la seguente: esiste nella Città dell’Uomo un equivalente dell’assoluto della velocità della luce in Fisica? La risposta è affermativa: l’assoluto necessario che sta alla base della Città Ideale è la Fratellanza Universale. Così come in Fisica, da qualsiasi punto di osservazione, pur nella distorsione delle misure, si ritrova l’assoluto della costanza della velocità della luce, così nella città dell’Uomo un qualsiasi punto di vista corretto non può che condurre al risultato aureo della Fratellanza Generale tra gli uomini. Se una cultura non soddisfa a tale condizione, non è perché è relativo il mondo: è semplicemente sbagliata la cultura. Nazismo docet (ma non solo). La Città Ideale rappresenta dunque un modello di Società sorretta da un sistema di tipo Cooperazionistico, del tutto contrapposto all’attuale sistema sociale, ovunque imperante, di tipo Corporazionistico. Un’unica avvertenza: quando il CLSD dice “cooperazionistico”, non intende affatto affermare che “la Coop sei tu”…

[M. Manuguerra, Da Dante a Kant e oltre: per una filosofia risolutiva di Pace Universale, in Id, Infinite scintille di Pace, http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=891150; Idem su «Atrium– Studi Metafisici e Umanistici », XV/2 (2013), pp. 86-110].

3 – TEOLOGIA

DIMOSTRAZIONE DELL’ESISTENZA DI DIO:

Si riprende l’argomento per cui se esiste l’Imperfetto a maggior ragione deve esistere il Perfetto e lo si riconosce come l’inversione dell’argomento di Anselmo d’Aosta.

Gli approfondimenti – condotti partendo da Parmenide, passando attraverso Avicenna e chiudendo soprattutto con il genio assoluto di Leibnitz – restituiscono una teologia del Cristianesimo come la religione dotata della “maggiore densità di significato coerente” e perfettamente compatibile con il “Dio dei Filosofi”.

[Manuguerra, M. Sul Dio dei Filosofi: elementi di Teologia Razionale tra Logos, Matematica e Gnosi, su «Atrium– Studi Metafisici e Umanistici », XI/1 (2010), pp. 7-27].